Beni confiscati alla mafia: 600.000 euro ogni anno per i beni confiscati. La nuova legge regionale sul recupero dei beni confiscati consolida il lavoro di questi anni

Mafia, Garibaldi (PD): “600.000 euro ogni anno per i beni confiscati alle mafie. La nuova legge regionale sul recupero dei beni confiscati consolida il lavoro di questi anni. Ora al lavoro per un nuovo Testo Unico Antimafia, per tenere sempre alta l’attenzione con misure stringenti per prevenire infiltrazioni nell’economia ligure”

L’approvazione all’unanimità delle modifiche alla Legge regionale per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso rende finalmente strutturale nel bilancio della Regione il contributo economico per il recupero dei beni confiscati alla mafia. Questo agevolerà e favorirà l’intervento degli enti locali impegnati al recuperare questi beni e ne promuoverà la riqualificazione il riutilizzo. Quello di oggi è il punto di arrivo di un lungo percorso iniziato nel 2018 quando come Partito Democratico avevamo proposto e ottenuto l’utilizzo di 500mila euro del fondo strategico regionale per il recupero dei beni della confisca Canfarotta. Da allora la Regione ha stanziato annualmente i fondi per promuovere il recupero e il riutilizzo di quei beni per restituirli alla collettività. Ora quello stanziamento sale a 600mila euro e diventa organico e costante, un risultato molto importante di cui siamo orgogliosi.

Pensiamo però che si debba continuare a fare ancora di più. Gli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata, soprattutto in una fase storica come quella attuale, in cui le mafie sono particolarmente presenti e interessate ai grandi appalti di opere pubbliche e si innestano sempre di più nei gangli dell’economia della regione, sono indispensabili e necessarie. Il prossimo passo dovrebbe essere l’elaborazione di un Testo unico antimafia che consenta di dare strumenti di contrasto e prevenzione nei settori principali dell’economia regionale, dalla logistica alla sanità dall’ambiente agli appalti. Continuare a tenere alta l’attenzione è fondamentale, lo dimostrano le vicende degli ultimi giorni a partire dal cantiere dello scolmatore del Bisagno, di nuovo fermo per interdittiva antimafia, perché il rischio che la mafia si infiltri nelle grandi opere in corso di costruzione nella nostra Regione è concreto”, così il capogruppo del Partito Democratico in Regione Luca Garibaldi dopo l’approvazione in aula delle modifiche alla Legge regionale per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso.

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