Disturbi alimentari: Dal governo taglio di 700 mila euro al fondo per i disturbi alimentari. Una scelta scellerata: la Regione garantisca i servizi e l’accesso alle cure per oltre i 1500 pazienti

Disturbi alimentari, Garibaldi (PD): “Dal governo taglio di 700 mila euro al fondo per i disturbi alimentari. Una scelta scellerata: la Regione garantisca i servizi e l’accesso alle cure per oltre i 1500 pazienti presi in carico dal sistema regionale”

 “Il Governo non rinnova il fondo nazionale di 25 milioni di euro per il contrasto ai disturbi alimentari: per la Liguria si tratta di 667.000 euro in meno. La Giunta Toti come pensa di colmare questo buco? E Quali sono le conseguenze per i 1500 pazienti seguiti in Liguria? La Regione di fronte ai tagli come si comporterà? Ci auguriamo che la Giunta voglia confermare l’impegno a coprire con propri fondi le risorse mancanti dal taglio del Governo e garantire gli investimenti sui centri e sui percorsi di cura, in attesa di un ripensamento del Governo”, così il capogruppo del Partito Democratico Luca Garibaldi, commentando i tagli del governo e le possibili ricadute in Liguria.
“I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, in particolare l’anoressia, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating) – prosegue Garibaldi –  sono un problema di sanità pubblica di crescente importanza, per l’esordio sempre più precoce tra le fasce più giovani della popolazione. Solo a gennaio 2022 era stata resa nota dall’ISS una mappatura a livello nazionale dei centri di cura per i disturbi alimentari. Sembra banale se non assurdo, ma spesso le famiglie non sanno neppure a chi rivolgersi per trovare professionisti formati sul tema dei disturbi dell’alimentazione. Al momento le strutture italiane sono 126, tra 112 strutture che rientrano nel Servizio Sanitario Nazionale e 14 in quello privato. In Liguria i centri pubblici sono 6. Tuttavia tra regione e regione, tra territorio e territorio sono presenti importanti divari”
“La prossimità alle cure è essenziale per la riuscita del percorso riabilitativo. Questo mette in luce anche un altro aspetto: chi può permettersi economicamente di viaggiare e spostarsi per arrivare a una struttura, è più avvantaggiato e ha più speranza di avviare un percorso di guarigione di chi non è nelle condizioni di farlo. Per questo è necessario continuare a sostenere le strutture per offrire a tutti la possibilità di curarsi e di fronte ai tagli del Governo occorre garantire la presa in carico dei pazienti e la continuità delle prestazioni. La Regione deve fare la propria parte e confermare gli impegni, anche in assenza delle risorse governative, e chiedere con forza il ripristino. Su questo tema continueremo a dare battaglia, in Commissione e in Consiglio Regionale, per avere risposte certe e rapide”, conclude Garibaldi.

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