Lavoro e formazione: rimozione vincolo cittadinanza per il lavoro marittimo, Toti e la maggioranza dicono no

Formazione, Natale (PD): “Rimozione vincolo cittadinanza per il lavoro marittimo: Toti sconfessa se stesso dicendo no insieme alla maggioranza al nostro ordine del giorno”
“La maggioranza in consiglio dice no alla rimozione del vincolo di cittadinanza per il lavoro marittimo e sconfessa il suo stesso presidente che in un’intervista si è detto a favore dello Ius scholae affermando che è necessaria una forma di integrazione per le persone che non sono nate nel nostro paese ma qui vivono. Aggiungendo: che ‘immaginare di erigere un muro tra noi e gli altri è illusorio’. Peccato che la sua stessa giunta e tutta la sua maggioranza, compreso il partito che lo sostiene, non la pensi così visto che l’assessore ha motivato la bocciatura del nostro ordine del giorno dicendo che ‘se questi giovani vogliono imbarcarsi, che lo facciano da extracomunitari’. L’assessore e la Giunta però dovrebbero sapere che i cittadini extracomunitari non possono imbarcarsi su navi di cabotaggio e non possono frequentare i corsi professionalizzanti Its per ufficiali e altro personale marittimo. Questo oltre a limitare fortemente le aspirazioni di decine di giovani e la loro possibilità di formazione e opportunità di lavoro, mette in difficoltà anche gli armatori. Così il centro destra che dice di essere sempre attento alle imprese si smentisce e dice no anche alle aspirazioni di quei giovani che afferma di voler sostenere e formare”, dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Davide Natale dopo il no in consiglio al suo ordine del giorno per la rimozione del vincolo di cittadinanza per favorire il lavoro marittimo.
“In tutta Italia, compresa la Liguria, c’è una forte carenza di ufficiali e personale qualificato soprattutto per i traghetti che collegano le isole e le navi di cabotaggio in genere, un regolamento anacronistico prevede che i giovani extracomunitari che frequentano le nostre scuole, pur essendo cresciuti e avendo studiato in Italia, non possono imbarcarsi su navi di cabotaggio e accedere ai corsi Its per ufficiali e altro personale marittimo, perché privi di cittadinanza italiana. L’ordine del giorno che abbiamo presentato in consiglio regionale in seduta di bilancio sarebbe stato un segnale e un primo passo per portare questo tema alla Conferenza Stato Regioni e sollecitare un percorso per portare il governo a modificare questa norma che non ha più senso di esistere”, conclude Natale.

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